Immagini recenti del centro storico di Gemona nel Friuli, ricostruito dopo il terremoto del 6 maggio 1976.
La maglia viaria e la struttura urbana è stata conservata, riproponendo l’andamento plano altimetrico delle strade, le strettoie, gli slarghi preesistenti.
La tipologia delle costruzioni ha mantenuto gli elementi caratterizzanti: volumi, altezze, porticati, distacchi, pieni e vuoti, nel rispetto delle preesistenze, ma con attenzione ai limiti imposti dal rispetto delle normative antisismiche.
Ove possibile, sono stati reinseriti e restaurati elementi originari, lapidei e decorativi.

Non si è rinunciato all’inserimento di elementi architettonici, di arredo urbano e decorativi moderni.
http://www.flickr.com/photos/54949370@N00/sets/72157621858301364/
Il processo di ricostruzione non è consistito solo nella riedifcazione degli edifici crollati, ma anche nella ricostituzione del tessuto sociale, attraverso la riproposizione, nell’ambiente urbano, delle vestigia del passato, integrate con le inevatibili o opportune sovrapposizioni contemporanee. E la linea di confine tra il vecchio e il nuovo è sempre marcata e visibile, a futura memoria.
Il processo di ricostruzione, che prosegue ancora oggi (si vedano le immagini di recuperi architettonici, nella raccolta seguente) si salda alla attività edilizia tornata alla normalità.
http://www.flickr.com/photos/54949370@N00/sets/72157621882573940/




























Buona sera,
mi chiamo Michela e sono friulana. Anche io sono una figlia del teribile terremoto che colpi’ il friuli nel ’76.
Pertanto seguo con sgomento quello che succede nella vostra
amata terra, e mi dispiace molto per tutti i disagi
che tuttora ci sono.
Sono lontana da voi, ma costantemente vicina con il pensiero.
Volevo solo dirvelo.
UN saluto enorme.
Cara Michela, tra gli animatori di questo blog ci sono persone che hanno vissuto da vicino il terremoto del Friuli e hanno partecipato alla sua ricostruzione. Per costoro, il confronto tra le due vicende è inevitabile e doloroso. Se aggiungi che qualcuno di loro ha conosciuto direttamente quella meravigliosa città, vi ha mantenuto amicizie e parentele, osservarne la attuale condizione, è straziante.
E’ un dovere per tutti noi continuare a mantenere desta l’attenzione e a diffondere la conoscenza e l’informazione su quanto sta accadendo lì.