Quest’oggi abbiamo dato l’ultimo saluto ad un vecchio amico aquilano, Ennio G., morto in un ospedale della costa, stroncato dalla malattia del fisico e dallo scoramento del morale per la perdita della sua casa, distrutta dal terremoto, e per aver dovuto lasciare la sua città.
E questo che vedete è l’incredibile abbandono in cui versa una grande parte del cimitero dell’Aquila: dopo 8 mesi, nemmeno la pietà umana di raccogliere i frantumi delle lapidi cadute.




































1 Risposta a “lapidi e macerie”